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La vaporizzazione e i suoi vantaggi nei vari processi produttivi

Il trattamento di sinterizzazione delle polveri prevede numerosi step, indispensabili alla produzione di manufatti di pregio dagli alti standard qualitativi. Il processo di sinterizzazione consiste in otto fasi, una delle quali è la vaporizzazione. Mediante questi trattamenti termochimici è possibile creare oggetti estremamente precisi e resistenti, applicabili in diversi contesti di tipo industriale.

Grazie al processo di vaporizzazione il pezzo acquista una caratteristica resistenza alla ruggine, mediante la realizzazione di una specifica patina produttiva. Ma quali sono i vantaggi della vaporizzazione e come è possibile conferire proprietà antiruggine ai manufatti? Scopriamo di più in questo approfondimento.

Sinterizzazione: gli 8 step del processo produttivo

Il processo di sinterizzazione dell’acciaio e delle polveri prevede otto diversi step produttivi:

  • la progettazione e costruzione degli stampi;
  • la miscelazione;
  • la pressatura;
  • la sinterizzazione vera e propria;
  • la burattatura;
  • la calibratura;
  • la vaporizzazione;
  • le lavorazioni meccaniche.

Tali trattamenti termochimici consentono la lavorazione di materiali metallici, primo tra tutti l’acciaio, con la finalità di conferire resistenza, buone proprietà antiruggine, caratteristiche tecniche specifiche e qualità al pezzo finito. 

Acciaio sinterizzato: i vantaggi della vaporizzazione

La vaporizzazione viene effettuata al termine delle operazioni di calibratura. Trattasi di uno dei trattamenti più richiesti ed eseguiti nell’ambito della sinterizzazione delle polveri, in quanto è in grado di assicurare proprietà aggiuntive al manufatto sinterizzato.

Mediante questo trattamento termochimico, infatti, i pori presenti sulla superficie del prodotto vengono ostruiti grazie all’utilizzo del vapore. In questo modo, il manufatto acquista ottime capacità antiruggine, una buona capacità di resistere ai gas, all’usura e alle sollecitazioni di tipo meccanico.

Vaporizzazione: come viene svolta?

Mediante la vaporizzazione viene creata una pellicola di ossido di ferro in grado di migliorare la durezza superficiale del manufatto, senza però alterarne la struttura.

La vaporizzazione, creando una speciale patina protettiva, massimizza le capacità antiruggine del pezzo sinterizzato rendendolo particolarmente resistente alle aggressioni. La chiusura delle porosità rende il manufatto impermeabile al gas, resistente alle sollecitazioni meccaniche e all’usura, grazie all’aumento della superficie tribologica.

La vaporizzazione viene eseguita mediante l’ausilio di un forno ad alte temperature (generalmente tra i 450-550°C). Il pezzo viene precedentemente riscaldato all’interno del forno, in seguito viene esposto a una corrente di vapore riscaldato alla stessa temperatura.

L’esposizione al vapore portato ad alte temperature surriscalda il ferro, il quale va a legarsi con l’ossigeno presente nel vapore, formando così il tetrossido di ferro (magnetite). La magnetite è uno dei minerali naturali dalle più elevate proprietà magnetiche.

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